Compostaggio collettivo

Azione 1

La frazione organica rappresenta circa il 30% in peso dei rifiuti urbani. La sua valorizzazione rappresenta una sfida essenziale per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di gestione dei rifiuti.

Seconda la logica della priorità della prevenzione, l’autocompostaggio (compostaggio domestico, condominiale o autonomo presso le utenze non domestiche) è sempre l’opzione preferibile.

A valle degli interventi di prevenzione occorre agire attraverso azioni di riciclaggio mediante trasformazione degli scarti organici in fertilizzante (compost), con o senza recupero energetico attraverso la digestione anaerobica. Nei territori dispersi e/o decentrati però la classica filiera raccolta differenziata/riciclaggio (compostaggio industriale o digestione anaerobica) risulta poco efficiente o impraticabile.

Ecco che assume grande interesse la gestione in loco (“km zero”) degli scarti organici, mediante il compostaggio collettivo di prossimità: in questo modo si può “chiudere” sul posto il ciclo della sostanza organica, evitando i costi, anche ambientali, della raccolta, del trasporto, del trattamento in impianti di tipo industriale.

Attraverso lo scambio delle esperienze condotte dai partner del progetto, da altri attori nei due Stati e più in generale, in Europa, questa azione del progetto C3PO si pone gli obiettivi di:

  • definire strategie, modelli e strumenti per la gestione ottimale, sotto il profilo ambientale ed economico, degli scarti organici nei territori dispersi
  • verificare sul campo alcuni modelli/soluzioni tecniche aventi carattere innovativo

I risultati attesi consistono nel mettere a disposizione degli amministratori pubblici e dei tecnici un quadro completo di conoscenze, esperienze e strumenti sul tema della gestione locale (“km zero”) degli scarti organici.